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Leggere l’inclusione. Albi illustrati e libri per tutti e per ciascuno

L’inclusione non è un ideale a cui ricorrere nell’emergenza, bensì un insieme di pratiche pedagogicamente fondate, che si devono attuare quotidianamente e in ogni luogo. Non esistono pause o eccezioni. È un diritto e per questo riguarda tutti. Ognuno di noi, come cittadino attivo, deve essere consapevole che può risultare ostacolo o facilitatore della piena partecipazione di una persona in un contesto sociale.

L’inclusione accoglie e valorizza le differenze, poiché esse rappresentano una ricchezza, un’addizione, un’opportunità e sono delle lenti nuove per osservare e interpretare il mondo. Differenze che vanno riconosciute e non attribuite attraverso stereotipi o preventive etichette. Differenze che vanno promosse e difese da un pensiero omologante.

Sono numerose le case editrici che, oltre a veicolare i valori dell’inclusione, propongono titoli originali e classici riadattati, che valorizzano le differenze e la loro portata straordinaria, fatta di sguardi, posture e pensieri altri, inattesi e divergenti, si pensi a “I fantastici cinque” di Quentin Blake. Libri che tentano di rispondere ai bisogni specifici di persone con disabilità (libri in braille, audiolibri, libri in simboli, libri in lingua facile, libri ergonomici) e con disturbi specifici di apprendimento (libri ad alta leggibilità), risultando affascinanti per tutti.

Le parole degli autori, ospiti del libro “Leggere l’inclusione. Albi illustrati e libri per tutti e per ciascuno“, uscito per ETS, presentano al lettore lo stato dell’arte delle proposte editoriali accessibili e di qualità, che stanno progressivamente ottenendo cittadinanza tra gli scaffali di tante biblioteche e librerie. Ai celebri “10 diritti del lettore”, formulati da Daniel Pennac, propongo di aggiungerne uno che, a mio parere, rappresenta la conditio sine qua non dei successivi 10: il diritto ad accedere a un libro.

Come riportato nel libro, la diffusione di titoli fruibili in più formati, ovvero con caratteristiche e adattamenti indispensabili per qualcuno (su misura), ma utili per tutti, è possibile grazie all’impegno e al rigore scientifico di numerose case editrici, associazioni e volontari che agiscono rispettando la complessità delle storie originali e delle loro illustrazioni.

E, anche grazie alle azioni di IBBY, i libri diventano patrimonio accessibile a tutti e promotori di un cambiamento che mira alla piena inclusione, in termini di politiche, culture e pratiche (cfr. Index for Inclusion, 2008). Nello specifico, IBBY attraverso il progetto internazionale Outstanding Books for Young People with disabilities sostiene la produzione editoriale di qualità, utile a promuovere una rappresentazione narrativa della disabilità che abbatte barriere, stereotipi e pregiudizi.

Rimandando al libro per ulteriori approfondimenti, concludo sottolineando come leggere o ascoltare un albo illustrato accessibile libera dalla condizione “reale” del qui e ora e permette alla persona di aprirsi al mondo del possibile (si pensi alla protagonista del libro di La Bigotta e Rossi M., “Il mare non serva a niente”, HarperCollins, 2018), passando dall’essere agiti da altri all’agire nella costruzione del sé. Come ho avuto modo di scrivere nella prefazione di “Leggere l’inclusione”: “I racconti danno ai bambini le chiavi per conoscere il mondo. Ciascun bambino ha diritto alle chiavi giuste”. Il libro tenta di raccogliere e diffondere, attraverso le parole di Ianes, Zappaterra, Grandi, Trisciuzzi, Sola, Terrusi, Macchia, Emili, Sannipoli, Polato e Vitali, alcune delle chiavi possibili.

Un anteprima del libro, compreso l’indice, è disponibile qui

Buona lettura!

Emili E.A. e Macchia V. (a cura di), Leggere l’inclusione. Albi illustrati e libri per tutti e per ciascuno, ETS, 2020

(Illustrazione di Quentin Blake, The Five of Us)


Enrico Angelo Emili

Ricercatore in Pedagogia Speciale presso l’Università di Bolzano. E’ autore di numerose pubblicazioni sui temi legati all’inclusione (in particolare in relazione alla letteratura per l’infanzia e ai mediatori didattici). Collabora a diversi progetti di ricerca sulla sperimentazione delle nuove tecnologie nella didattica inclusiva. Curatore del sito www.inclusione.it


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