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Letture a più voci. Un viaggio oltre la porta con i libri senza parole

Il progetto di IBBY Italia “Libri senza parole. Destinazione Lampedusa” è nato nel 2012, nella convinzione che i silent book potessero essere una risorsa inedita per superare le barriere linguistiche e favorire l’incontro tra culture, oltrepassando i confini in un’isola che del confine è diventata, suo malgrado, un simbolo nell’immaginario collettivo. Da quella scommessa iniziale, sono passati otto anni e la forza dei libri senza parole in contesti interculturali è stata testata e confermata più volte con persone di età, provenienze e vissuti diversissimi: sulle strade dell’isola con i giovani migranti appena sbarcati, in progetti internazionali come Visual Journeys Through Wordless Narratives, con le detenute della Casa circondariale femminile di Rebibbia, solo per fare qualche esempio.

Al Palazzo delle Esposizioni, che custodisce nel suo Scaffale d’arte gli oltre trecento libri arrivati da tutto il mondo nelle quattro edizioni di “Libri senza parole. Destinazione Lampedusa”, è iniziata nel 2017 la collaborazione con le scuole di italiano per stranieri, e in particolare con l’associazione Asinitas, per il progetto “Fuori classe”. Un ciclo di lezioni di italiano e laboratori dedicati ai libri senza parole rivolti a gruppi di donne e uomini migranti provenienti dal subcontinente Indiano, dal Nord Africa, dal Sud America, dall’Europa dell’Est e dalle Filippine, ma anche rifugiati e richiedenti asilo dell’Africa subsahariana e del Medio Oriente. Ancora una volta, la narrazione per immagini si è rivelata preziosa per condividere storie ed esperienze e sperimentare forme di apprendimento e scambio attive e orizzontali. Il progetto è da allora continuato in modo costante, anche con altri albi illustrati, coinvolgendo realtà diverse, che lavorano da anni sul territorio con le persone migranti.

Per questo, negli oltre due mesi di chiusura forzata dello spazio espositivo e di interruzione di tutte le attività in presenza, il Laboratorio d’arte di Palazzo delle Esposizioni ha deciso di non interrompere questo percorso virtuoso attraverso il progetto “Letture a più voci”, realizzato in collaborazione con il Centro Astalli.

Brevi video, che permettono di immergersi nei libri senza parole e lasciarsi trasportare dalle immagini, accompagnati da poche frasi – in italiano, inglese e arabo – che invitano lo spettatore-lettore a dare la propria voce (o il proprio segno) per proseguire nel racconto e consentire una raccolta di punti di vista inediti, una storia collettiva che si arricchisca e cresca di giorno in giorno con il contributo di ognuna e ognuno.

La scelta è ricaduta, fino ad oggi, su tre capisaldi del genere, selezionati per la qualità e la ricchezza delle immagini e della narrazione, adatte al pubblico adulto, quanto a quello bambino, ma anche per i temi affrontati e per i punti di contatto con la situazione di restrizioni e isolamento, che l’emergenza Covid-19 ha imposto alle vite di tutti. “Viaggio” di Aaron Becker (Feltrinelli Kids), che invita a immaginarsi un altrove oltre la porta, che separa da una quotidianità monotona e color seppia; “Chiuso per ferie” di Maja Celija (Topipittori), che permette di osservare le case in cui siamo costretti con uno sguardo nuovo e a cercare la compagnia di abitanti inaspettati di ritorno dal passato e, infine, “Martedì” di David Wiesner (Orecchio acerbo), che con il suo stile iperrealista e al tempo stesso onirico, ci proietta in un futuro dove tutto è possibile.


(disegno di Nerida, 8 anni)

I riscontri che iniziano ad arrivare lasciano ancora una volta emozionati e sorpresi. Ci sono i bambini e le bambine di una prima elementare che, dietro alla porta disegnata dalla giovane protagonista di “Viaggio”, immaginano mondi fantasmagorici, fatti di unicorni e di marshmallows, ma anche le maestre e i compagni di classe, i nonni lontani e le corse in bicicletta; c’è Leonardo che sogna il monte Everest e Nerida, 8 anni, che si vede felice in mezzo a un bosco. E poi ci sono gli uomini e le donne delle scuole di italiano per stranieri, quelli del Centro Astalli e dell’Arci Solidarietà di Viterbo, che oltrepassando quella porta ci permettono, con una grammatica a volte ancora incerta, ma un’intensità che non può non colpire, un viaggio intorno al mondo. Y. che arriva dall’Algeria e sogna un paradiso fatto di aria dolce, carezze, sussurri; A. dal Perù dietro alla porta rossa vorrebbe una domenica allo stadio di San Siro in compagnia del fratello; F. dall’Afghanistan racconta di un fiore triste per le sue spine, accolto poi in un giardino pieno di risate. Ma è il desiderio del proprio paese, della propria famiglia, che accomuna le donne e gli uomini dal Camerun alla Siria, dal Libano al Mali, all’Afghanistan al Niger. Dietro quella porta c’è la possibilità di mangiare insieme a padri e madri che non si abbracciano da anni, di vedere la propria casa d’infanzia, di incontrare fratelli e sorelle ormai cresciuti e sposati. E le voci che raccontano hanno il suono di una nostalgia, intensa e dolorosa.

Ora, aspettiamo di scoprire quali saranno le avventure degli antenati sfuggiti alle loro cornici, ispirate da “Chiuso per Ferie” o cosa possiamo aspettarci da un martedì di giugno 2020, dopo le piogge di rospi e di maiali, illustrate da Wiesner. Con la certezza che, ancora una volta, i libri senza parole potranno aprire mondi.


Giulia Franchi

Storica dell’arte contemporanea, dottoressa di Ricerca in Scienze dell’educazione, dal 2009 parte dello staff del Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni di Roma, per cui cura le attività dello Scaffale d’arte, biblioteca specializzata in editoria internazionale d’arte per ragazzi e segue dai suoi esordi il progetto “Libri senza parole. Destinazione Lampedusa”. Dal 2016 collabora con la cattedra di Letteratura per l’infanzia dell’Università Roma Tre in qualità di cultrice della materia. Co-autrice con Elena Zizioli del libro "I tesori dell'isola", Sinnos ed. 2017; autrice di "Ago. Storia di un campione", Biancoenero edizioni, 2018


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