Blog


Baek Heena, premio ALMA 2020

In un anno che a scriverlo era bello, rotondo e pari. In quest’anno che il mondo è diventato casa, dove l’ora successiva non è più stata come da agenda, ma uguale nel suo scorrere e ripetersi. Anche in questo anno, sebbene fuori posto, ma nonostante tutto a casa, la giuria del premio ALMA, Astrid Lindgren Memorial Award, il più prestigioso riconoscimento nell’ambito della letteratura e della promozione alla lettura per bambini e ragazzi, ha portato a termine il suo impegno e fatta la sua scelta. La Bologna Children’s Book Fair è stata e tornerà a essere il luogo di questo premio che a fine marzo è stato assegnato, in via del tutto eccezionale, al 46 di Dalagatan, Stoccolma, proprio nella casa di Astrid Lindgren. Ad annunciarlo a un mondo in lockdown, ma comunque in attesa, il suo pronipote Boel Westin. Tra i 237 candidati di 67 paesi, la giuria ha scelto proprio lei, Baek Heena:

“Per la sensibilità rivolta a materiali, posture e aspetto dei suoi personaggi, i libri di Baek Heena mettono in scena storie sulla solitudine e la solidarietà. Nei suoi suggestivi mondi in miniatura convergono nuvole di pane e sorbetti alla luna, animali, fate dei bagni e persone comuni. Il suo lavoro è una porta su un mondo meraviglioso: sensuale, vertiginoso e acuto”.

Coreana, con tredici albi illustrati all’attivo tra i più conosciuti in tutta l’Asia, è tra le artiste più osservate per la particolarità del suo stile, che unisce il disegno, il ritaglio, la costruzione tridimensionale delle ambientazioni, veri e propri modellini architettonici con il gusto del minuto dettaglio. Ambienti simili a diorama, perfettamente arredati, come nel caso di Dal Sha-bet (Moon Sherbet del 2010), dove nessun particolare è lasciato al caso, dai pavimenti alle pareti riccamente decorate da variopinte tappezzerie, agli oggetti disegnati e costruiti dal cartone o recuperati dai giochi dell’infanzia. Per il suo sguardo al teatro e al cinema, soprattutto a quello di animazione con personaggi modellati nell’argilla, piccole statuine tridimensionali scolpite e dipinte, dove la narrazione è affidata alla postura, al linguaggio del corpo, alle caratteristiche dei volti e a minuscoli abiti che lei stessa taglia e cuce o con figurine piatte in cartone, disegnate e poi ritagliate e vestite di carta, ma anche di cotone, che si muovono in una scena tridimensionale, degna del miglior scenografo e trovarobe, un gioco bambino, quasi una casa delle bambole, perfettamente riprodotto, che cattura i lettori di tutte le età, trascinandoli nella storia.

In questo piccolo mondo immaginario, la luce recita una parte essenziale, soprattutto quando alla fotografia è affidato l’ultimo sguardo sulla scena. Baek Heena non è solo un’illustratrice è un artigiano, sceneggiatore, scenografo, trovarobe, costumista, sarta e calzolaia, caratterista e regista appassionata, sempre pronta a sperimentare e trovare soluzioni tecniche e artistiche altamente originali.

Nessuno è escluso dai suoi mondi, che sebbene fantastici, comprendono una quotidianità che riguarda tutti: grandi, molto grandi e piccini, animali e oggetti. Ma anche il quotidiano vissuto, la vita logorante che alcuni si trovano a dover affrontare, stancamente e tristemente e le faccende quotidiane. Così non è difficile vedere nelle sue scene bambini che interagiscono con anziani dai corpi che parlano da soli, si sondano la stanchezza, ma anche la saggezza, la pienezza della vita e si sospinge verso l’ascolto del mondo che ci sta attorno, esaltando nel testo l’uso del monologo interiore, che l’autrice adotta come stratagemma per dare l’accesso alla vita emotiva dei suoi personaggi e arrivare diretta al lettore. 

Baek Heena rende così l’albo illustrato un’esperienza a tutto tondo. I suoi libri, dove la sensibilità per il fare con le mani e la materia sono così dominanti, offrono molteplici livelli di lettura e una profonda contemplazione dell’immagine senza per questo offuscare il testo e la trama narrativa, sempre perfettamente in dialogo con il visivo.  

Arriva al lettore un lavoro che si fa coinvolgente, divertente, rinnova stupore e commozione, dove l’infanzia risiede in quella irremovibile convinzione che gioco e immaginazione debbano essere alla base della vita di ognuno di noi, per fornire a tutti il proprio modo o un nuovo modo, prospettive differenti per vedere, sentire e pensare.

 


Marina Petruzio

Studiosa di letteratura per l’infanzia, da sempre appassionata di storia dell’arte e del costume, di visivo, materie strettamente legate alla sua formazione. Membro del collettivo “Libri Calzelunghe...letteratura per filo e per segni”, gruppo informale di discussione e scrittura attorno alla letteratura per l’infanzia e per ragazzi e alla promozione della lettura.
Dal 2013 collabora con la rivista Luukmagazine, dove si occupa di una rubrica, Leggere insieme, dedicata agli albi illustrati.
Membro di IBBY Italia dal 2013.


Condividi

Ti potrebbe interessare anche

Sostieni IBBY Italia!
Fai una donazione
Consiglia agli amici
Condividi sui tuoi social