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Gianni Rodari e il 25 Aprile

Si sarebbe portati a  pensare che Rodari abbia scritto sui temi resistenziali, che abbia celebrato la Resistenza. Non ho trovato studi che abbiano indagato su questo tema. Mi manca la gran mole di articoli che ha pubblicato, non so se ad ogni 25 Aprile abbia scritto qualcosa. 

Potrebbe essere un punto da approfondire durante le celebrazioni del centenario della nascita, per il quale è stato istituito un Comitato Nazionale, con delibera del MIBACT di novembre 2019, di cui sono Presidente. Del Comitato fanno parte altri amici di IBBY Italia, compagni di squadra nel direttivo, Elena Pasoli e David Tolin. Il comitato ha facoltà di istituire borse di studio e questo potrebbe essere un tema di ricerca. Nel frattempo mi devo accontentare di quanto, passo passo, quando il tempo me lo concede, vado scoprendo. 

Un bell’articolo su Gianni Rodari partigiano è in “Nome di battaglia provvisorio. Narrare la Resistenza ai ragazzi, pensieri, racconti e figure“, Giannino Stoppani, 2015, a cura di Silvana Sola che di IBBY Italia è stata Presidente dal 2013 a febbraio 2020. 

“Gianni era un bambino chiuso, a volte impacciato. Silenzioso. Da Omegna, in Piemonte, dove era nato, si trasferì con la mamma a Gavirate, non lontano da Varese. La donna molto cattolica lo mandò in seminario. Aveva 11 anni, ne uscì a 14. Mi disse che il seminario non aveva risolto i suoi dubbi esistenziali. E che trovava umiliante la disciplina che vi veniva impartita. Mi raccontò che, sul piano educativo, fu molto meglio l’incontro con un muratore, che gli spiegò cosa era stata la nascita del fascismo. Credo che per la prima volta si avvicinò a certi ideali di sinistra”.

“Poi, tra il 1943 e il ’44 scelse la clandestinità. I giorni che precedettero la Liberazione furono duri: Come partigiano fu addetto al controllo dei lasciapassare. Diversi fascisti avevano falsificato i documenti per cercare la fuga in posti più tranquilli. Una mattina fermò un signore che passeggiava con un cane. L’uomo disse di essere Mario Sironi. Il pittore delle periferie e dei gasometri? Chiese Gianni. Era combattuto tra la grandezza dell’artista e il fatto di essere stato comunque un protagonista del regime. Alla fine gli firmò il lasciapassare. Gli anni della clandestinità non lo avevano indurito. Conservò sempre la duttilità del giudizio e la consapevolezza che a volte le persone sono meglio di come appaiono”. 

La voce che abbiamo ascoltato è quella di  Maria Teresa Rodari nella famosa intervista a Antonio Gnoli  per Repubblica del maggio 2016. 

Dall’intervista ho estrapolato un accadimento che più rodariano di così…

Maria Teresa e Gianni si sposarono il 25 Aprile del 1953.

La scelta del giorno non fu affatto celebrativa, ed è sempre Maria Teresa a parlare:

“ Ci sposammo nel 1953. Scelse la data del 25 Aprile. Così, disse, mi sentirò libero di andarmene”. 


Grazia Gotti

Laureata in Pedagogia, co-fondatrice della Libreria per ragazzi Giannino Stoppani e dell’Accademia Drosselmeier, scuola per librai e giocattolai. E’ membro di IBBY Italia.


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