Blog


Leggere le differenze. Leggere l’inclusione

In occasione del centenario della nascita di Gianni Rodari, mi piace ricordare una sua storia. Si tratta de “Il dromedario e il cammello”, contenuto ne “Il libro degli errori” del 1964.

Il dromedario e il cammello si incontrano e, una volta accortisi della differenza nel numero delle loro gobbe, cominciano a bisticciare. La discussione dura tutta la mattina, al fine di decretare chi tra i due può dirsi il portatore del numero “giusto” e “normale” di gobbe. Mette fine alla litigata l’uomo saggio: ”A mio parere state sbagliando tutte e due. Ognuno di voi trova giuste soltanto le gobbe sue. Allo stesso modo ragiona spesso tanta gente che trova sbagliato quello che è solo differente”.

Il 12 dicembre 2019 a Bressanone si è tenuto il convegno “Leggere l’inclusione”. Si è trattato e discusso insieme a numerosi partecipanti il tema delle differenze e dell’inclusione, ponendo l’accento sulla necessità di garantire a tutti il diritto alla lettura attraverso “adattamenti ragionevoli” e di qualità.

Capiamo meglio. Adattamenti, perché vòlti a rimuovere le barriere all’accesso e alla piena fruizione. Ragionevoli, perché di qualità e pensati per gettare ponti, che permettono a tutti i lettori di varcare i confini del noto e approdare tra pagine nuove e allo stesso tempo familiari, dove si incontrano e dialogano linguaggi e storie differenti.

I libri che ospitano tali adattamenti diventano mediatori di quella che Dario Ianes chiama “speciale normalità”, ovvero di quel luogo dove si incontrano, dialogano e si contaminano i bisogni di tutti attraverso molteplici forme di rappresentazione. Una normalità arricchita da quegli interventi di ragionevole specialità, necessari per rimuovere ostacoli e rispondere a bisogni specifici. Questa addizione arricchisce e regala ai lettori sguardi e posture nuove, garantendo la partecipazione a tutti.

Pensiamo al fascino che suscitano nei bambini gli albi illustrati con i simboli della comunicazione aumentativa alternativa (CAA) o quelli con immagini tattili in rilievo. Oppure, pensiamo alle proposte editoriali che adottano i criteri di alta leggibilità. Questo patrimonio prezioso non può e non deve essere arginato in categorie ed etichette, ma può e deve essere messo a disposizione nei luoghi e negli spazi di tutti.

A proposito di etichette, cito ancora il maestro Rodari con “Il sole nero” (sempre contenuto ne “Il libro degli errori”): una mamma porta suo figlio da un dottore, perché preoccupata del fatto che abbia disegnato un sole nero. Si sospetta una depressione o un difetto nella vista. Lo sguardo spaventato della mamma ricade sul foglio e nota per la prima volta che sotto, in piccolo, c’è scritto “l’eclisse”.

Durante il convegno è emersa l’indubbia utilità dei libri accessibili come mediatori che abbattono muri, avvicinano, uniscono e non separano. Tuttavia, come ha affermato Silvana Sola, deve essere sempre garantita la qualità, perché oltre l’accessibilità, anche la bellezza promuove inclusione, benessere e piacere alla lettura e all’ascolto condiviso di un libro.

La differenza, prendendo a prestito le parole di Silvana Sola e Marcella Terrusi, “non è una sottrazione” e non è neppure la distanza dalla normalità, dalla media, dal giusto. La differenza è ricchezza, addizione, opportunità, è una lente nuova sul mondo.

Dovremmo essere attratti delle infinite possibilità che le infinite differenze potenzialmente offrono.

Differenze che vanno riconosciute e non attribuite con stereotipi.

Differenze che vanno promosse, anziché chiuse nei confini del già visto, del già sentito, che ci conduce nella rassicurante, prevedibile e, talvolta, noiosa “normalità”.

Queste e tante altre proposte editoriali accessibili e di qualità, anche grazie alle iniziative di IBBY, stanno progressivamente ottenendo cittadinanza tra gli scaffali di tante biblioteche e librerie, a dimostrazione che la differenza crea pratiche, culture e politiche inclusive.

In chiusura, nuovamente Rodari: quanto avremmo perso in termini di bellezza e originalità, se dopo la creazione della torre di Pisa, gli architetti si fossero convinti che la notevole differenza venutasi involontariamente a creare richiedeva un intervento correttivo.

Gli esempi potrebbero continuare, ma il punto è che le differenze possono alimentare il fuoco della cultura.


Enrico Angelo Emili

Ricercatore in Pedagogia Speciale presso l’Università di Bolzano. E’ autore di numerose pubblicazioni sui temi legati all’inclusione (in particolare in relazione alla letteratura per l’infanzia e ai mediatori didattici). Collabora a diversi progetti di ricerca sulla sperimentazione delle nuove tecnologie nella didattica inclusiva. Curatore del sito www.inclusione.it


Condividi

Ti potrebbe interessare anche

Primavera di poesia


8 Aprile 2020

La danza delle rane


7 Aprile 2020
Sostieni IBBY Italia!
Fai una donazione
Consiglia agli amici
Condividi sui tuoi social