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Dizionario folle del corpo

MAIN (mano) s.f. 1. Parte del corpo che è il primo utensile che l’essere umano ha a disposizione. L’altra mano è il secondo. Mano sinistra, mano destra. Due mani destre: entrambe abili. Talvolta due mani sinistre: per i maldestri. La mano è il prolungamento del braccio e dispone di cinque dita, tra cui il famoso pollice opponibile che le scimmie non c’invidiano. E sono le sole! 2. Organo dalle infinite possibilità, attraverso il gesto, la mano unisce il corpo e la mente. È in grado di assumere 12.630 posizioni diverse. Abile, com’è noto, permette il tatto e la presa. Parla diverse lingue, tra cui l’italiano e la lingua dei segni, ed è in grado anche di scrivere e di leggere persino il braille. Detto questo, le abilità manuali variano da un individuo all’altro. Alcune mani sono pianiste, altre piuttosto meccaniche, cuoche, scrittrici, giardiniere, muratrici, pittrici o chirurghe …, altre ancora non sono capaci di tagliare una cipolla nemmeno con un coltello affilato. Tutte però si danno da fare. 3. Erot. Strumento privilegiato dell’erotismo, la mano fa l’elogio della carezza. Specialità dell’amore umano insieme al bacio, la carezza non potrebbe esistere senza la mano, di gran lunga lo strumento più sensibile del corpo e il più pratico. 4. Seconda faccia dell’uomo, la mano rappresenta e ri-presenta l’uomo. D’altronde è d’uso dare la mano e stringere quella altrui, in origine segno di pace. A mani nude: senz’armi. Metterci sopra le mani: possedere, arraffare. Chiedere la mano di qualcuno: voler sposare la persona per intero. Aver le mani libere: agire a piacimento. Leggere le linee della mano: rivelare il passato, il presente e il futuro. «Dammi la manina che dobbiamo attraversare!» (LA MAMMA).”

È solo una delle oltre 800 definizioni presenti nel Dizionario folle del corpo della poliedrica artista francese Katy Couprie, da poco pubblicato in Italia da Fatatrac in occasione della mostra curata dal Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni di Roma. Uscito in Francia per Thierry Magnier nel 2012, premiato al Salon du livre jeunesse di Montreuil e alla Bologna Children’s Book Fair e oggetto di censura nelle scuole parigine, il progetto ambizioso di Couprie nasce da una passione innata per il corpo e dall’incontro con le collezioni dell’Istituto di Anatomia umana dell’Università di Bologna.

Un libro originale, unico nel suo genere, capace di mescolare con sapienza registri diversi, di coniugare l’erudizione (le definizioni scientifiche, segnalate nel testo dall’immagine di una mano, sono redatte dal Prof. Alessandro Ruggieri, docente di Anatomia umana), con la poesia, senza dimenticare una buona dose di ironia.

Alle vere o presunte citazioni letterarie (solo 22 su oltre 230 sono reali) si alternano quelle che affondano nel mondo del cinema, del fumetto e della cultura popolare, accanto a Mallarmé troviamo il Conte Dracula e la Bella Addormentata, così come ai termini più complessi come “occipitale” o “amigdala”, si alternano parole immaginarie come “cicatriste” (segno sulla pelle di un dispiacere indelebile, la cicatriste non si scioglie con il sale delle lacrime).

Questa vera e propria enciclopedia, che vuole rispondere con serietà, ma anche con complicità e leggerezza, a ogni curiosità e quesito attorno ai corpi e alle loro potenzialità, non comprende solo parti anatomiche, ma azioni, persone, aggettivi, persino fantasmi e supereroi.

Un complesso lavoro redazionale di traduzione e adattamento connota l’edizione italiana: la traduttrice Ilaria Piperno e tutta l’equipe hanno dovuto fare i conti, in continuo dialogo con l’autrice, con giochi di parole, modi di dire e riferimenti letterari non sempre comprensibili per un pubblico non francese, alla ricerca di soluzioni alternative ma coerenti.

(immagine tratta da Dizionario folle del corpo, testi e illustrazione Katy Couprie, Fatatrac, 2019)

Sin qui le parole. A rendere davvero unico questo Dizionario è anche il ricchissimo apparato iconografico: 76 tavole originali, 16 incisioni all’acquaforte, oltre 70 antiche tavole anatomiche, per un totale di quasi 400 illustrazioni in cui c’è tutta la raffinatezza del segno di Couprie, capace di sperimentare con grande libertà tecniche differenti (su tutte quelle di stampa) e di farle dialogare con le immagini storiche delle collezioni anatomiche e con un’impostazione grafica che fa letteralmente vivere la pagina.

La mostra-laboratorio, ospitata fino al 16 febbraio nello Spazio fontana del Palazzo delle Esposizioni di Roma, vuole rendere giustizia alla complessità e alla ricchezza del Dizionario folle del corpo, permettendo a visitatori e visitatrici, senza limiti di età, non solo di ammirare da vicino le tavole originali dell’artista francese, ma di immergersi tra le pagine riprodotte in grande scala e di mettersi in gioco in prima persona “guardandosi dentro”.

Un viaggio tra organi, muscoli, ossa ma anche risate, lacrime, baci e acrobazie per restituire al corpo – troppo spesso grande escluso in ambito educativo ma non solo – la sua interezza e complessità, interiore ed esteriore.


Giulia Franchi

Storica dell’arte contemporanea, dottoressa di Ricerca in Scienze dell’educazione, dal 2009 parte dello staff del Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni di Roma, per cui cura le attività dello Scaffale d’arte, biblioteca specializzata in editoria internazionale d’arte per ragazzi e segue dai suoi esordi il progetto “Libri senza parole. Destinazione Lampedusa”. Dal 2016 collabora con la cattedra di Letteratura per l’infanzia dell’Università Roma Tre in qualità di cultrice della materia. Co-autrice con Elena Zizioli del libro "I tesori dell'isola", Sinnos ed. 2017; autrice di "Ago. Storia di un campione", Biancoenero edizioni, 2018


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