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BILL e la sua botanica parallela

“Vi sono piante che appaiono chiaramente in immagini fotografiche, ma che l’occhio umano non può percepire. Ve ne sono che rifiutano le comuni norme della prospettiva mantenendo inalterata la loro grandezza, nonostante la distanza che le separa da noi. Altre, incolori, che in determinate condizioni rivelano un gioco cromatico di rara bellezza…”
(Leo Lionni, La botanica parallela)

Si è svolta presso MeMo, Mediateca Montanari-Fano, la formazione annuale BILL, Biblioteca della Legalità, dal titolo: Pagine, figure e parole per crescere liberi.
L’insieme delle voci e degli interventi, gli incontri con le BILL territoriali, diventate in un paio d’anni 20, e il clima positivo che nel tempo si è costruito sono i fattori che hanno sostenuto le giornate del 26 e 27 ottobre.

Per l’occasione, la bibliografia ragionata “BILL 202” è stata sistemata: sono stati sostituiti alcuni titoli fuori catalogo con altri, senza comunque eliminare definitivamente i primi, con la volontà di tenere traccia nel tempo delle diverse modifiche, creando uno storico dei dati bibliografici, in grado così di fare memoria delle scelte fatte.

Accanto a BILL 202, presentiamo BILL Classici 101.

Quest’anno, tornando a casa, mi è venuta in mente una sorta di BILL parallela, una bibliografia in divenire, fatta dei libri indicati dai relatori nei loro interventi e delle loro pubblicazioni personali.
Proprio come una botanica parallela, cresce uno spazio, un giardino-foresta, frutto della ricerca appassionata di coloro che partecipano, a vario titolo, alla BILL e agli incontri di formazione.

Come le piante (forse di più!), i libri riescono ad affondare le radici in terreni limitrofi e differenti, resi forti e vitali dall’humus delle parole e delle immagini; così, sia il pensiero critico e razionale, che il pensiero fantastico e onirico ne crescono rinvigoriti. Una specie di “altra natura possibile“, resistente alle intemperie di varia origine e alla coltivazione di ciascun lettore. Una forma di vita speciale, che nasce fuori dai confini che ciascuno di noi vorrebbe certi.

Ogni nuovo libro porta e comporta una ridefinizione della nostra visuale e una successiva direzione sperimentale di ricerca: ci destabilizza, ci sposta, ci chiama a ridisegnare il percorso futuro.

Così, nel trattare il tema “Parole e politica“, la magistrata Donatella Salari ha citato “1984” di Orwell, riferendosi alla manipolazione linguistica, semantica, etica e analizzando la situazione odierna della comunicazione e della politica. Una lingua ridotta nella sua capacità espressiva, sia nei termini che nei significati, porta alla restrizione della competenza del pensiero critico e del pensiero divergente. A differenza di ciò, citando Cristina Campo, è la poesia che può riposizionare con sapienza le parole.

Luisa Savoia, giudice penale, ha evidenziato come la lingua possa avere la funzione di muro o di collante e di quanto l’Europa debba ancora lavorare per arrivare ad una lingua comune e salvata.

Il giornalista Gianni Belloni, con il suo libro “Come pesci nell’acqua. Mafie, impresa e politica in Veneto“, ci ha offerto una lettura documentata sul radicamento e sulla diffusione delle organizzazioni mafiose nel Nord-Est italiano: pratiche di illegalità, rappresentazioni del fenomeno mafioso, contesti di relazione in funzione dei profitti e cinque casi studiati alla luce di una ricerca su fonti giudiziarie, sono stati aspetti che hanno messo in chiaro la situazione.

“Piccole biblioteche in lingua araba” hanno fatto la loro comparsa attraverso le parole di Marcella Terrusi, riportate da Silvana Sola.

Per “Il cervello che legge“, la neuropsichiatra infantile Angela Castellano ha dato notizia di una bibliografia 0-6 anni, pensata e condivisa attraverso LE.PRE, progetto che promuove l’esposizione alla lettura fin da piccolissimi.

Vinicio Ongini ci ha condotto con amore e rispetto all’interno delle logiche rodariane, facendoci cavalcare il binomio fantasia-integrazione. Il suo nuovo libro “Grammatica dell’integrazione. Italiani e stranieri a scuola insieme” ci ha permesso di attraversare la nostra penisola, da sud a nord, facendoci conoscere esperienze e situazioni in cui l’incontro autentico supera logiche ed economie ristrette. Ricorrendo a due preposizioni semplici “per” e “con“, ha stabilito la differenza tra educazione funzionale ed educazione partecipata. C’è bisogno del “con”: di trovare ciò che unisce all’altro, superando fobie e paure, come la “fifa bianca”, quella che genera spostamenti da scuola a scuola, affinché i propri figli siano in classi con il minor numero di stranieri.

Silvana Sola ci ha aperto all’alchimia e alla chimica della Letteratura con un omaggio a Primo Levi, partendo dall’opera “Il sistema periodico“. Per presentarci l’autore, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, ha accostato libri a mostre, ritratti a fotografie, che insieme hanno costituito un quadro di riferimento, non solo per conoscere a fondo Levi, ma anche per affinare la capacità di “guardarci dentro”.

Di seguito alcuni dei titoli citati: “Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi”, di Pietro Scarnera, Comma 22 Edizioni; “174517, Deportato Primo Levi”, di Franco Portinari e Giovanna Carbone, Meridiana Edizioni; “Se questo è un uomo” nella preziosa e rara edizione di Francesco De Silva Editore (con un’illustrazione di Goya sulla sovraccoperta); sempre di Levi, “L’altrui mestiere. Con una nota di Italo Calvino”; la versione audiolibro de “Il sistema periodico. Letto da Massimo Popolizio”; conclude la rassegna “Primo Levi. Non à l’oubli“, di Daniele Aristarco e Stephanie Vailati.

Diversi i brani letti ad alta voce, che Silvana Sola ci ha regalato come se fossero polvere di stelle.

La parola passa proprio ad Aristarco, per il quale togliere la maschera è la funzione principale della Letteratura, unica in grado di mettere in piedi il tentativo folle di dare un senso alla vita e alla sua complessità. Durante i suoi incontri nelle scuole del nostro paese, l’autore parla di democrazia, porta le storie, ma soprattutto dà voce ai ragazzi e alla loro possibilità di comprendere e interpretare la vita.

“Tentativo di esaurimento di un luogo parigino” di Georges Perec offre un modo unico e rispettoso per poter leggere e raccontare la realtà. Aristarco lo sceglie per parlarci di memoria, new media e di fake news, soprattutto riguardo il tema dell’immigrazione.

“A Idy Diene, a chi ti porterà una rosa su ponte Vespucci” è la dedica che l’autore mette, in modo assai discreto, all’inizio del suo libro “Lettere a una dodicenne sul fascismo di ieri e di oggi“, Einaudi ragazzi. Un libro che tratta di potere, di consenso e dissenso, di moda e di culto della personalità, di Italia e di Resistenza e offre alla giovane lettrice Giulia, a cui è indirizzata la lettera, un buon modo per affrontare le questioni e i problemi, chiamandoli per nome.

Aristarco, al termine del suo intervento, ha augurato non un semplice buon viaggio, ma “AVANTI VIAGGIATORI!

Guido Ostanel, l’editore di quest’anno, ha chiuso le due giornate, presentando le linee di progetto e le scelte della casa editrice Becco Giallo, specializzata nella produzione di libri a fumetti. Il nome è un omaggio all’esperienza editoriale del foglio satirico e antifascista “Il Becco Giallo”.

“E quando la guerra sarà finita, uno di questi giorni, o uno di questi anni, si potranno riscrivere i libri, e la gente sarà chiamata, le persone verranno ad una ad una a recitare quello che sanno e noi ristamperemo ogni cosa, fino a quando le tenebre di un nuovo Medio Evo non ci costringeranno a ricominciare tutto daccapo. Ma questa è la cosa meravigliosa dell’uomo: che non si scoraggia mai, l’uomo, o non si disgusta mai fino al punto di rinunciare a rifar tutto da capo, perché sa, l’uomo, quanto tutto ciò sia importante e quanto valga la pena di essere fatto.”
(Ray Bradbury, “Fahrenheit 451″)

Coordinamento Nazionale BILL

(Fotografia “Germinazioni” di Marisa Merlin)


Marta Marchi

Docente, media educator e formatrice. Si occupa di biblioteca scolastica intesa come motore e fulcro delle attività didattiche e formative. I linguaggi mediali come la fotografia e la radio sono utilizzati per restituire parola e senso nella diversità di culture, idiomi, tradizioni e riferimenti etici. Ama i libri, imprescindibili per l’insegnamento e per la formazione culturale dei ragazzi e delle loro famiglie. Socia di IBBY Italia, fa parte di MiLEGGI. Diritti ad alta voce. Promuove Bill Biblioteca della Legalità nelle scuole e nelle biblioteche.


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10 Dicembre 2019
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