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Compiti per le vacanze

È vero… sono in ritardo!
I miei consigli su come trascorrere le vacanze vi giungono solo adesso, nel cuore, ormai, dell’estate.

D’altro canto al termine dell’anno scolastico i nostri ragazzi hanno già avuto modo di ricevere indicazioni e suggerimenti di ogni tipo. Ha suscitato clamore e piacevole sorpresa, ad esempio, l’iniziativa del Dirigente Scolastico di Settimo Milanese che, con una circolare dedicata, ha raccomandato agli allievi del suo istituto, tra le altre cose, di riposare, di divertirsi, di coltivare amicizie e di “dimenticare” ogni tanto il cellulare in qualche luogo difficilmente raggiungibile.

Visto che bambini e ragazzi sono stati consigliati al meglio su come vivere la pausa estiva, mi permetto di proporre qualche spunto utile agli adulti. Per far questo, comincio col chiedere aiuto ai miei alunni e prendo loro in prestito un testo che hanno scritto proprio negli ultimi giorni di scuola. Dopo aver letto alcune poesie di Fosco Maraini, tratte dal meraviglioso libro LA GNòSI DELLE FàNFOLE, hanno provato a giocare con la lingua, scrivendo anche loro versi metasemantici, ricchi cioè di parole prive di significato, ma che acquistano senso all’interno del contesto linguistico in cui vengono inserite.
Il risultato è stato sorprendente.

“CI SON DEI GIORNI BELLI DI LUBRICCHIA


QUANDO TI BUTTI IN MARE E T’IMBARGLIUZZI


NESSUNO TI DISTURBA E TI STUZZICCHIA


MA TI RILASSI SENZA QUEI CORLUZZI.”

Nelle parole di Niccolò ed Elia, a mio avviso, c’è tutto il senso dell’estate come tempo di riposo, di vacanza, di ricreazione dello spirito e di rigenerazione fisica.

Auguro, dunque, a tutti quanti bei giorni di “lubricchia”. Giorni dedicati al relax, al divertimento, al gioco.
Fate escursioni, camminate, dormite per quanto vi è possibile farlo, alzatevi prima dell’alba per veder sorgere il sole; disegnate, colorate, dedicatevi al ricamo; ascoltate musica, suonatela, cantate; costruite piste sulla sabbia su cui organizzare gare con le biglie di plastica e, se non avete piccoli da intrattenere, non vergognatevi: siate voi a chiedere a qualche bambino di poter giocare. Una biglia a disposizione di chi desidera buttarsi nella mischia si trova sempre.

E poi, naturalmente, leggete. Mi dispiace identificare il tempo estivo come il tempo della lettura. Mi sembra, in questo modo, di costringere la lettura in un breve spazio obbligato rinchiudendola così in un contenitore stretto e limitato. In realtà dovremmo poter leggere ogni volta che lo desideriamo. Così come avvertiamo il bisogno di dissetarci e di alimentarci, la lettura dovrebbe essere un’attività quotidiana per tutti. Ma… tant’è! I nostri impegni si sono fatti, negli anni, sempre più intensi, stringenti e soffocanti, lo spazio per la lettura si riduce e allora non resta che la pausa estiva per poter recuperare il fascino della parola scritta, che ha un valore inestimabile, superiore di gran lunga alla luminescenza di qualsiasi display.

Leggete, dunque, se ne avrete modo. E oltre a saggi, romanzi, articoli, racconti e storie di ogni tipo, trovate il modo di leggere filastrocche e poesie per bambini. Questo è il mio suggerimento.
Badate bene, non fidatevi delle etichette e delle classificazioni: sono fuorvianti, non dicono il vero.
Le poesie per bambini, in realtà, sono poesie per tutti!
Non privatevi di questa ricchezza.

Se seguirete il mio consiglio, potrà capitarvi di imbattervi nelle poesie di “Ogni goccia balla il tango” di Pierluigi Cappello, un vero capolavoro di grazia e di precisione. Potreste ritrovarci dentro i suoni dell’estate, ad esempio nel canto del grillo che con il suo “cri cri si allaccia lesto / al silenzio delle stelle / che risponde presto presto / con un coro di fiammelle”.

Oppure potreste sorprendervi, leggendo le “Poesie di luce” di Sabrina Giarratana, a osservare la scia di un aereo di cui, “ovunque sia”, noi siamo i passeggeri.

Tra i versi di “E sulle case il cielo” di Giusi Quarenghi potreste ritrovare l’estate in tutta la sua energia: “ho l’estate nelle gambe / sfido il vento e corro via”.

Le poesie de “Il mare in una rima”, di Chiara Carminati, sarebbero vostre deliziose e discrete compagne di gioco in spiaggia e nell’acqua salata.

Infine potrebbe portare un po’ di sollievo alle piccole ferite che ci portiamo nell’animo, ripulendolo dalle scorie della quotidianità, la lettura delle “Rime Rimedio” di Bruno Tognolini.
Questi sono i miei consigli!

Prima di concludere, un ultimo suggerimento o, se preferite, un invito. Tra letture, giochi, passeggiate e “dormite”, trovate il tempo per fare anche una piccola cosa: costruite una barchetta di carta. Non sono troppo sicuro di sapere ancora come si faccia, ma, in tempi come questi in cui la navigazione rischia di essere bandita, le navi sequestrate e i comandanti arrestati e interdetti, c’è bisogno dell’impegno, della perizia e del coraggio di tutti noi.

Buona estate!


Carlo Marconi

Livornese di origine, vive a Pavia, dove lavora come maestro in una scuola elementare. Ama la scrittura creativa, la poesia e le filastrocche. I suoi libri: "Lo Stato siamo Noi" (Emme Edizioni), scritto insieme ai suoi alunni; "Di quà e di là dal mare. Filastrocche migranti (Edizioni Gruppo Abele).


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4 Luglio 2019
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