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I bambini amano le storie d’amore…

Marie Aude-Murail sarà graditissima ospite a Bologna l’8 giugno, in occasione dell’Assemblea Nazionale di IBBY Italia. Siamo molto lieti di avere con noi una bravissima autrice per ragazzi, che apprezziamo da tempo.

In attesa di incontrarla, conosciamola meglio, attraverso le parole dei due editori che in Italia pubblicano le sue opere: Camelozampa e Giunti.


Se, come dice Calvino, tradurre è il vero modo di leggere un testo, ci troviamo in una posizione doppiamente privilegiata, perché amare un’autrice come lettrici e avere poi la possibilità di pubblicare le sue opere è davvero “toccare il cielo con un dito”.
La più grande autrice francese per ragazzi, si potrebbe dire, se non fosse che questa definizione mostra tutti i limiti di ogni etichetta. Chi la ama per i suoi celebri romanzi cross-over, la conosce sicuramente per il coraggio di affrontare temi forti, la grazia dello stile, la capacità di tenere le fila dell’intreccio, lo humour che pervade anche le situazioni più critiche, ma forse non si è potuto confrontare con la sua natura camaleontica.

«Noi non siamo una casa editrice religiosa»
«Be’, nemmeno io sono una scrittrice religiosa»

Solo lei poteva, in “Gesù, come un romanzo” (2015), fondere il testo religioso con il romanzo giallo, padroneggiare i dialoghi al punto di dissimulare lo stacco tra le parole prese direttamente dal Nuovo Testamento e quelle frutto della sua narrazione. Solo chi ha un tocco speciale può essere in grado di emozionare e commuovere con un storia, di cui tutti conoscono già il finale. E solo la sua capacità di leggere l’animo umano può immaginare le ambizioni, i timori, le gelosie di un gruppo di giovani che seguono l’incarnazione di un ideale per le strade polverose della Galilea.

«I bambini amano le storie d’amore, a qualunque età»

Da quella generosa narratrice che è, Marie-Aude Murail ci ha sempre sorpreso con il racconto di come sono nati i suoi libri. E ogni lettore, soprattutto se molto giovane, riesce a percepire la genuinità della storia e dei personaggi che lei presenta. Per esempio, grazie a quella sua abilità di sapersi destreggiare tra tradizione e modernità, ha riambientato la storia d’amore tra i suoi nonni materni in atmosfere apertamente ispirate a Charles Dickens, creando il dolcissimo racconto natalizio “Natale su tutti i piani” (2016), che contiene tutti gli ingredienti che le stanno più a cuore: la passione per la lettura, il potere di riscatto insito nella cultura, lo sguardo dalla parte degli ultimi, l’amore che trionfa nell’immancabile lieto fine.

«In famiglia si impara la complessità dei sentimenti»

Nel 2017 abbiamo portato in Italia un titolo che era atteso da più di dieci anni, “La figlia del dottor Baudoin”, grande romanzo corale e familiare, che prende le mosse dall’ambulatorio di Jean Baudoin, teatro di intrecci e meccanismi perfetti. Attorno alla vicenda di Violaine, diciassettenne che si scopre incinta per disattenzione o inesperienza, c’è tutto un fermento di sottotrame, di personaggi diversi per età, sesso, estrazione sociale. Sicuramente un romanzo coraggioso perché tocca il tema dell’interruzione volontaria di gravidanza, ma anche perché non chiude furbescamente i personaggi in un contesto che sia garanzia di immedesimazione del lettore giovane (la scuola, il gruppo di amici, la famiglia) e, in più, tratta argomenti che, volendo compiacere un certo target, non ci si arrischierebbe a toccare: l’etica medica, la malattia, la vecchiaia, la malasanità, la complessità dell’universo femminile, il mondo adulto presentato con i propri pensieri e preoccupazioni. E quindi, come i personaggi che ruotano attorno alla famiglia Baudoin non sono mai fissi, si muovono come nella vita vera, si evolvono, escono trasformati alla fine del romanzo, così anche il lettore ne esce cambiato, arricchito di uno sguardo più consapevole sulla realtà ma fiducioso del proprio ruolo nella vita che inizia ad affrontare.


Sara Saorin

Laureata alla Scuola Interpreti e Traduttori di Bologna, è co-fondatrice della casa editrice Camelozampa, per la quale ha tradotto i romanzi di Marie-Aude Murail, Christophe Léon, Christian Bobin, Alexandre Jardin e numerosi albi di autori come Michael Foreman, Quentin Blake e Anthony Browne. Continua a lavorare come traduttrice, soprattutto in ambito scientifico-divulgativo, e per Camelozampa anima le collane “I draghi” (saggistica sul fantastico) e “Gli arcobaleni” (narrativa per pre-adolescenti).


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