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Nel verso giusto

Possibili e nuovi percorsi da percorrere con le ragazze e i ragazzi di oggi.

Un pomeriggio intenso quello del 16 aprile, promosso e organizzato da Teste Fiorite in collaborazione con MiLEGGI. Diritti ad alta voce, IBBY Italia e Sinnos editrice, con il supporto dell’associazione Proteo Fare e Sapere, a Venezia, presso la Fondazione Querini Stampalia.

Anna Patrucco Becchi, con un ricco apparato fotografico e filmico, ha introdotto coloro che hanno partecipato all’incontro, nelle pagine della nuova edizione dell’autobiografia di Jella Lepman, “Un ponte di libri” (Sinnos editrice). L’opera, completamente rivisitata dalla traduttrice, è stata arricchita da note e approfondimenti, tali da far diventare quella italiana, una delle migliori tra le autobiografie attualmente esistenti nei diversi paesi.
Le fotografie della presentazione hanno documentato la vita e l’opera della Lepman, offrendo un quadro preciso della sua determinazione e del suo coraggio. Le scelte, da lei fatte nell’immediato dopoguerra, hanno posto al centro, prima di tutti, i bambini e i ragazzi. Certamente scelte e azioni visionarie per il momento storico nelle quali furono fatte, che nel tempo hanno saputo porre le basi per ciò che oggi è diventata la nostra associazione a livello internazionale.

IBBY, fondata all’inizio degli anni ’50, porta un seme di forza e di resistenza, in grado di essere un punto di riferimento anche in tempi attuali. Ciò è stato approfondito nell’intervento di Silvana Sola che, partendo dalle definizioni di biblioclastia o bibliolitia, ossia la pratica, promossa per lo più da autorità politiche o religiose, in cui si distruggono scritti o altri materiali, ha sottolineato come i libri possano superare le barriere e proiettarci in terre lontane, aperte a tutti, in qualsiasi condizione umana, portando un sommovimento profondo, capace di far immaginare e intravvedere nuovo futuro.

A questo futuro Jella Lepman, in modo lungimirante, aveva saputo attingere con il suo sguardo e la sua capacità nel considerare e superare gli ostacoli. Il nuovo “verso” della storia, che lei desiderava imprimere, era fondato su motivazioni profonde, che riguardavano bambini e ragazzi, posti al centro dei suoi pensieri e delle sue azioni.

Proprio i bambini e i ragazzi diventeranno l’energia costante e il volano della sua opera instancabile. Gigliola Alvisi con la sua nuova opera “Una rivoluzione di carta” (Piemme) ha saputo dar voce a questo. E lo ha fatto in un romanzo rivolto innanzitutto ai ragazzi, dove la narrazione della guerra e della catastrofe è vissuta in prima persona dalle giovani generazioni, depositarie, senza alcuna responsabilità, del frutto di decisioni terribili e inumane. Tali dimensioni e aspetti sono tutt’oggi presenti, secondo l’autrice, non solo là dove il disagio è evidente, perché causato da grandi ingiustizie e intolleranze, ma anche in ambienti apparentemente incolumi, dove spesso vengono minimizzati o misconosciuti.

L’Alvisi supera il senso di impotenza nei confronti del Male con l’idea di Bellezza. Come allora Jella Lepman era riuscita nell’intento e nel progetto di aiutare le giovani generazioni attraverso i bei libri, la bella letteratura, oggi, in un momento di crisi diffusa, ugualmente potremo trovare risposta nell’aspirazione e promozione di armonia. Allora, la letteratura diventa un mezzo potente perché in grado di porre a soqquadro l’ordine prestabilito e diventare capace di nuove forme di aggregazione vigile e creativa.

Chiara Pinton, che segue la segreteria nazionale di Bill. Biblioteca della Legalità, ha concluso il pomeriggio, partendo dal racconto di come è nata Bill, fino all’attuale diffusione del progetto nel territorio nazionale. Come nel 1945, ai bambini e alle bambine fu restituita la libertà di parola, di scrittura e di aggregazione, così oggi Bill, con IBBY Italia e in rete con associazioni e organizzazioni, cerca di declinare la Legalità, parola spesso svuotata dal suo significato più profondo, in azioni di giustizia, responsabilità, diritto e dignità. E lo fa attraverso parole, figure e libri che consentono di  immaginare e costruire il presente e il futuro.

(nella foto, Jella Lepman, xilografia a due matrici di Barbara Donati, tratta da un progetto pedagogico di Francesca Romana Grasso, 2014)


Marta Marchi

Docente, media educator e formatrice. Si occupa di biblioteca scolastica intesa come motore e fulcro delle attività didattiche e formative. I linguaggi mediali come la fotografia e la radio sono utilizzati per restituire parola e senso nella diversità di culture, idiomi, tradizioni e riferimenti etici. Ama i libri, imprescindibili per l’insegnamento e per la formazione culturale dei ragazzi e delle loro famiglie. Socia di IBBY Italia, fa parte di MiLEGGI. Diritti ad alta voce. Promuove Bill Biblioteca della Legalità nelle scuole e nelle biblioteche.


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2 Maggio 2019
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