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Armin lo svizzero

(illustrazione tratta da L’Isola)

Rimasi meravigliata dalla dolcezza che esprime la persona di Armin Greder, quando lo incontrai di persona: lo avevo conosciuto attraverso la graffiante lucidità di analisi del suo tratto: asciutto, essenziale, scarnificato da ogni orpello. 

Armin Greder, nato in Svizzera nel 1942, è un artigiano culturale che costruisce ponti e abbatte muri. Rappresenta la complessità per sottrazione, senza arrotondare gli spigoli. E’ un agitatore di coscienze, un incubatore di visioni alternative, i suoi libri sono potentemente trasformativi, per questo desidero ricordare le sue opere pubblicate in Italia.

Di sé racconta:

preferisco scrivere pensando alla storia che deve essere raccontata. A chi si rivolga il libro e a quale fascia d’età è destinato, lascio che lo decida l’editore e, soprattutto, i lettori. Forse questo è il motivo per cui mi ritrovo a illustrare più libri scritti da altri che non da me. Sono contro la monocultura. Nelle piante genera infestazioni di insetti, nelle persone genera ignoranza. Quanto più sventolano le bandiere, tanto più temo il patriottismo, perché non è troppo lontano dal nazionalismo”.

Pubblicato in Italia per la prima volta nel 2008 con L’isola, una storia da più parti definita cinematografica: estrapolò l’essenza universale dell’esclusione e narrò le minute vicende quotidiane, dettate dall’ipocrisia che da sempre l’accompagnano. Seguirono a breve altri due libri, che esplorano la chiusura verso l’altro da diverse angolazioni: ne La città (2009) un amore materno, deturpato da dolore e paura, finisce per “imbozzolare” il figlio dentro un muro impalpabile e asfittico. Su pietre e rivendicazioni è invece costituito il muro de Gli stranieri (2012), in un paese conteso tra due popoli come lo è la Palestina, mai esplicitamente nominata.

Work (2014) segna un cambio di passo, che prosegue con Italia A/Z (2015) e Noi e loro (2018): la riflessione etica si posiziona sul presente attraverso istantanee paradigmatiche di disuguaglianze.

Nel mezzo illustra Lemming, un racconto del 1967 di Richard Matheson, in cui:

“gli uomini si moltiplicano al punto da esaurire ogni fonte di sostentamento. Allora migrano, devastano tutto ciò in cui si imbattono. Quando arrivano al mare non si fermano (…) muoiono a milioni lasciando le loro automobili sulla spiagge”. 

(illustrazione tratta da Mediterraneo)

Mediterraneo (2017) ha attirato su Armin un’attenzione diversa dai precedenti lavori, forse perché immediatamente riconoscibile nella sua attualità, forse per la magistrale pulizia attraverso cui rigorosamente pone in evidenza la circolarità dell’economia, che affratella dittature e paesi “democratici”,  commercianti di armi e di vite, riempiendo il mare di corpi che ingrassano i pesci delle nostre tavole, attraverso cui ci nutriamo di uomini, donne, bambini che, pur nella disperazione, hanno cercato la speranza, a differenza dei tanto più numerosi connazionali che questa forza non l’hanno avuta e sono rimasti a morire nella loro terra, un po’ ogni giorno, in attesa di farlo definitivamente. 

È stato detto che i libri per bambini mostrano il mondo come dovrebbe essere, mentre i libri per adulti lo dimostrano così com’è. Tutti i libri che ho scritto, tranne “Il serpente tanto solo”, appartengono a quest’ultima categoria. È il mondo reale che mi interessa; tutti i miei libri sono commenti su un difetto o un altro di quel mondo. Nonostante questi libri non siano stati scritti per i bambini, vengono frequentemente utilizzati nelle aule come strumenti educativi”.

Il serpente tanto solo (2016) è diverso da gli altri lavori di Armin, anche per la genesi familiare, infatti è stato realizzato per i nipoti, con una struttura narrativa in cui il ritmo fa da protagonista in una collana di indovinelli, che ingaggiano il lettore.

Ne Gli uccelli (2017) presta ancora la mano ad un racconto di Dafne Du Maurier (da cui è tratto il celebre film di Alfred Hitchcock) e nel 2018 accompagna le parole di Nino De Vita in C’erano tutti nella grande aia.

Tango (2019) nasce in maniera inconsueta: prende corpo da oltre cento schizzi fatti per puro piacere, senza progetto, su carte e cartoni in vari formati, prove di stampe che giacevano inutilizzati presso la casa editrice Orecchio Acerbo e che Armin ha iniziato a: “riempire di disegni, a inchiostro alcuni, a carboncino altri, a seconda del tipo di carta, toccando vari soggetti: la spiaggia, il letto, il caffè, il ristorante, i rifugiati, etc…” racconta lo stesso Greder “e quando Marco (Corsetti) lo ha visto, se ne è interessato: Fausta (Orecchio) ha fatto una selezione delle tavole e insieme hanno realizzato un leporello” .

In Italia è pubblicato da Orecchio Acerbo (L’isola; La città; Gli stranieri; Italia A/Z; Il serpente tanto solo; Mediterraneo; C’erano tutti nella grande aia), spesso in co-edizione con Else Edizioni (Work; Lemming; Gli uccelli; Noi e loro; Tango)

(Armin Greder al lavoro nella Biblioteca di Lampedusa, IBBY Camp, marzo 2018)


Francesca Romana Grasso

Pedagogista, dottore di Ricerca in Scienze dell’educazione, studiosa di Letteratura per l’infanzia, si occupa dal 1996 di formazione, progettazione e consulenza in ambito educativo, sociale, sanitario e culturale. Conduce progetti formativi ed eventi nell’ambito della promozione della lettura, in particolare bibliotecari, librai, insegnanti, educatori. Collabora con riviste e blog di settore. Presiede l’associazione Edufrog aps. Curatrice di eventi e iniziative culturali quali il Festival per l’infanzia e le famiglie Family care (Brescia) e il concorso internazionale Illustrazioni in movimento, accompagna la nascita di gruppi di lettura (Liberabimbi, gruppo di lettori volontari in pediatria e Leggiamo insieme? presso la biblioteca comunale di Buscate). Ha scritto a quattro mani con Alice Gregori un Manifesto di Alleanze educative e di cura (www.educative.it) e coordina le attività di ricerca, formazione e scambio che intorno a esso si animano.


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2 Maggio 2019
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