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Locomoctavia

Com’è nata Locomoctavia? Qual’è il suo progetto editoriale?

L’idea di base, rispetto al piano editoriale, era ed è quella di ripercorrere classici dell’infanzia, con un’ottica fresca, giocosa e rispettosa del testo che andiamo a lavorare senza pregiudizi. Un esempio in Pinocchio: dal lavoro che abbiamo fatto sul testo, ne è uscito un personaggio tutt’altro che menzognero, svogliato e disamorato; ci siamo accorti che tutte queste caratteristiche, che sono come incollate a questa storia e date per scontate, fanno parte della nostra percezione collettiva su questo classico (le bugie dal naso lungo). Ma non è così. In questo romanzo si parla soprattutto di altro: le bugie sono solo un “fronzolo” rispetto al cuore delle avventure di Pinocchio. Si parla di fedeltà, di amore paterno e filiale, di gioia di vivere, di paure… Raccontare a giovani ascoltatori implica una sincerità di base, l’esigenza di mettersi in contatto e il piacere di immergersi in una storia, creandola insieme.
Locomoctavia Audiolibri parte dall’idea di Tanja e Daniele Fior (io) e si è poi allargata sempre di più, di progetto in progetto, coinvolgendo musicisti e artisti di grande talento. Le copertine di tutti gli audiolibri sono curate dall’illustratore Manuele Fior, elegantemente confezionate da Delica Fior e le musiche curate in ogni progetto da artisti diversi: Francesco Catalucci, maestro di chitarra a sette corde, che ha accompagnato “Le avventure di Pinocchio” e “Andersen Fiabe”; i Guappecartò, orchestra jazz arabeggiante dalla straordinaria delicatezza e capacità compositiva, che hanno disegnato gli scenari di “Alice nel paese delle meraviglie”; Dody Bagilliere, batterista, che ha portato una ventata di Africa tribale ne “La conferenza degli animali”, audiolibro che ha coinvolto diversi attori, calati nei panni degli animali e Tommaso Rolando che con il suo goffo e sensibile contrabbasso ha fatto da termometro dei sentimenti di Giannino Stoppani; mentre la voce di ogni audiolibro è solitamente la mia.
Stiamo poi scoprendo e corteggiando al momento alcuni “nuovi” classici moderni da inserire nella nostra collana. Pensiamo inoltre di spostarci presto in una nuova fascia di età: se fino ad ora i testi scelti rientravano in una fascia 6-12, vorremmo avventurarci in quella dai 13 in su.

Da qualche anno anche in Italia lo scaffale audiolibri (per ragazzi), si sta arricchendo di realtà e produzioni sempre più interessanti e valide. Come percepite questo momento nel nostro paese?

Da quando abbiamo iniziato, e non è poi così tanto tempo, abbiamo vissuto una sterzata di interesse sul mondo dell’audiolibro in generale e, in particolare, uno sviluppo decisamente focalizzato sui libri d’infanzia. Per non parlare dell’illustrazione dedicata al settore, che è nata ed esplosa quasi in un colpo, rinnovando la letteratura per bambini.
È un cambiamento significativo o, forse, un importante ritorno nel caso dell’audiolibro, dopo una lunga sospensione, probabilmente dovuta all’ingresso di massa della televisione nelle case italiane. Fino agli anni ’70 e ’80 era frequente il 45 giri o la musicassetta di fiabe raccontate (anche di personaggi di cartoni animati televisivi).
In altri paesi europei è più rodato e florido come mercato, ma anche più saturo. In Italia c’è ancora molto da fare, molte possibilità aperte, molti testi da riproporre e riscoprire.
Del resto, l’audiolibro ha delle possibilità espressive immense: è l’essenza della recitazione, dell’evocazione tramite la parola pura e semplice.
Quando questo canale funziona, romanzo, narratore e ascoltatore sono “sulla stessa onda”.
Poi, lavorare su un audiolibro comprende anche la possibilità di ricreare ambienti sonori e effetti di tutti i tipi. Ne “La conferenza degli animali” ci siamo divertiti molto in questo senso, creando intere flotte di aerei e treni, semplicemente facendo rumori con la bocca e lavorando in post-produzione. Meglio e molto più economico di un film hollywoodiano! E funziona bene, perché all’immaginazione occorre solo un piccolo trampolino, per tuffarsi in questi mondi raccontati.
È un mezzo di espressione semplice e allo stesso tempo complesso, ma sicuramente diretto, infatti capiamo nel giro di pochissimo se un audiolibro (o un lettore) ci piace o no, perché la connessione con la voce che racconta è una cosa immediata per chi ascolta.

Nel vostro catalogo è presente un testo molto caro a IBBY: “La conferenza degli animali” di Kästner, frutto di quel periodo storico e di quell’avventura assolutamente unica, che ha visto Jella Lepman fondare la Jugendbibliothek di Monaco e IBBY International, ma soprattutto un progetto che vede i bambini portatori di un messaggio di pace e solidarietà. Ci racconti come è nata questa scelta?

Questo meraviglioso albo illustrato è stato portato in casa da Tanja: è un testo molto amato nella sua famiglia. Ci ha affascinato da subito l’ironia della scrittura e la genialità della storia e che i protagonisti e salvatori del mondo fossero degli animali, difensori dei diritti dei bambini. Come se gli animali altro non fossero che bambini con super poteri, in grado di far sentire la propria voce e il proprio diritto a vivere in un mondo di pace, sensato e gioioso.
Ci siamo resi conto inoltre che semplicemente togliendo il riferimento alla Germania e alla Seconda Guerra Mondiale, le condizioni e le preoccupazioni di cui il testo parla sono attualissime: profughi in movimento, guerre lontane, paura del diverso, uomini forti che vogliono sradicare i problemi con un colpo di cannone.
Abbiamo pensato che, come per i nostri bambini, anche per tanti altri queste tematiche “ronzassero” nelle orecchie, sentendone parlare i genitori a casa o vivendo direttamente a scuola l’integrazione. E quale risposta migliore che riproporre questa storia, per spiegare e dare un messaggio positivo e giocoso, ma fermo, su questo guazzabuglio moderno.
Abbiamo quindi lavorato con un gruppo di attori per dare al tutto una forza vitale più presente, rendendo l’audiolibro vivo in ogni scena, come se fosse uno spettacolo ad occhi chiusi, non solo un racconto letto da un narratore.
Il risultato è un audiolibro divertente e con un centro fortissimo, tagliente, che ruota intorno al discorso dell’elefante Oscar: improvvisamente tutto diventa serio, la voce dei bambini detta le sue ragioni, per dar fine all’insensatezza delle pretese dei governanti. Dopo questa sospensione si torna alla vitalità della storia, per finire con “l’accordo” imposto agli ex potenti, che è un vero e proprio inno alla gioia.

L’ultimo arrivato in casa Locomoctavia è “Il giornalino di Gian Burrasca”, dopo Pinocchio e Alice, siete tornati ad un altro classico italiano. Come mai?

Dopo tanti racconti narrati in terza persona, non vedevo l’ora di togliermi il frak e “sporcarmi” le mani in prima persona. Anche se non sembra, quello di Vamba è un diario scritto con vivacità e stile moderno. Eravamo ancora insicuri se affrontare il testo, “forse troppo datato?”, ci dicevamo, “forse il tipo di scherzi e i valori di cui si parla sono un po’ distanti da noi?” … no! Ho provato a leggerne l’inizio, registrandomi, e mi sono accorto di aver finito il primo capitolo in un soffio. Se si cadenza ogni parola in effetti, come spesso in ogni inizio di romanzo si è portati a fare, ci si perde e si finisce in un romanzo datato e distante dai giorni nostri (la famosa lista dei regali è una vera noia anche per Gian Burrasca, e lui stesso la sorvola). Invece, mi sono ritrovato in bocca un personaggio “iperattivo”, come se avesse preso la scossa e questa miccia mi ha portato in fondo, con 8 ore di lettura, con sbalzi di umore (del personaggio), entusiasmi e afflizioni. La chiave del romanzo mi è arrivata in mano, semplicemente leggendo, senza cercarla.


David Tolin

Formatosi presso l'Accademia Drosselemeir di Bologna, ha lavorato per anni presso la "Giannino Stoppani Cooperativa Culturale".
Nel 2010 fonda a Padova la libreria specializzata per ragazzi "Pel di carota". Rappresentante dell'Associazione Librerie Indipendenti per Ragazzi (ALIR). E' socio e componente del Direttivo di IBBY Italia.


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