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Sarà un lupo, nero e silenzioso

 

Sarà che mi sono sempre piaciute le foto in bianco e nero e affascinato lo sviluppo in camera oscura, magari ottenute con foro stenopeico; sarà che il cinema e la televisione senza colore appartengono alla mia infanzia; sarà che lo scrivere nero su bianco, il tracciare linee, disegnare, a china e a matita, desta in me una particolare, curiosa attenzione, forse perché bianco e nero abbracciano tutto lo spettro dei colori e l’ampia gamma di possibilità immaginative.

Sarà che fin da piccola, dei lupi, compresi quelli neri, non avevo la minima paura, bensì nutrivo per loro alta considerazione e rispondo sempre “lunga vita al lupo” all’augurio “in bocca al lupo”. Così, quando ho incontrato per la prima volta “Loup Noir”, l’eccellente albo di Antoine Guilloppè (Casterman editore), ho sentito che sarebbe stato per sempre!

Un libro, un silent book, una storia fatta di infinite, possibili letture, interpretazioni e sguardi sulla realtà, mille e una storia, ogni volta che si leggono le sue immagini insieme a bambini, ragazzi, donne e uomini, di ogni provenienza, condizione sociale e culturale, in contesti differenti, luoghi formali ed informali, spazi protetti o di prossimità.

Sono tanti i posti dove ho personalmente “operato”  letture collettive con “Loup Noir”: biblioteche, mostre di libri per ragazzi, laboratori di lettura presso centri di accoglienza per migranti, centri di servizi drop-in, di accoglienza a bassa soglia, di contrasto alla tratta di esseri umani (Associazione On the Road di Pescara), esperienza, quest’ultima, “imperfettamente” riuscita.

Non nascondo che, la mia più grande soddisfazione sia catturare l’attenzione e coinvolgere nella lettura anche gli adulti. I bambini, si sa, sono sempre pronti, ma gli adulti sono diffidenti. Allora, faccio la “gnorri” e comincio col mostrare l’accattivante copertina, capace di muoversi su qualsiasi terreno, come un caterpillar. Tanto lo so, ne sono certa… so che, qualche pagina più in là, questi adulti allungheranno il collo per sbirciare, qualcuno rimarrà a bocca aperta, altri in silenzio, altri ancora cominceranno a dire la loro, per poi restare, finchè non sarà finita. Il Lupo Nero vince sempre!

La lettura si apre già dalla copertina e dal risguardo, metà nero e metà bianco. Sorpresa, silenzio, gioco, divertimento, sfida. Si comincia a sfogliare lentamente, pagina dopo pagina… Paura, poesia, stupore. E si continua, tra il bianco che diventa nero e viceversa. Quegli occhi di lupo non ti permettono di restare in silenzio. La neve che comincia a cadere ha potenza evocativa e allora silenzi e suoni attutiti si possono percepire; il profilo dell’animale in primo piano inquieta, ma parla anche di passo affaticato, stanco.
Nessuno o davvero pochi vedono l’albero inclinato che sta per cadere, perché tutti concentrati sulla messa a fuoco dei due protagonisti; così, voltando pagina, si deve tornare indietro per capire, riformulare, ricostruire il senso, rivedere il proprio punto di vista. Nel cercare le parole per descrivere le immagini, emergono pensieri che affondano oltre.

Questo silent book sembra avere per alcuni un finale scontato, per altri sorprendente, per tutti inaspettato, quando si ritrovano a dover ancora “leggere” la copertina posteriore.

Nelle letture collettive, io stessa gioco ruoli diversi e mi ritrovo ogni volta ad ascoltare e leggere immagini in continuo mutamento, parole dal potente potere trasformativo.
Tecnicamente si tratta di messa in scena del libro: il narratore-attore conduce la lettura in modo tale che, lo spettatore-lettore diventi progressivamente attore- narratore, rimettendo in gioco il quadro canonico della narrazione.

La lettura condivisa di un silent book è concedersi un tempo: un momento lento, concentrato, che valorizza la dimensione interiore, che permette di vedere possibilità. E’ convivenza pacifica tra diversità, è lettura democratica; è possibile atto eversivo. Per mezzo del linguaggio universale delle immagini, attraversiamo paesaggi che sono dentro e fuori di noi, in ogni momento della vita, raccontando viaggi, terre, popoli vicini e lontani, paesaggi reali ed immaginari ancora da raggiungere.

I libri senza parole incoraggiano ad osare, mettono in moto pensieri, immagini, azioni che possono dar vita ad un esito soggettivo e allo stesso tempo collettivo; valori in cammino, un lento, lungo viaggio, avanzando passo dopo passo, pagina dopo pagina.

 

Antoine Guilloppé, Loup Noir, Casterman


Anna Villani

Nata a Tivoli, vive in Abruzzo. Laureata in Scienze dell’Educazione, con tesi di laurea in Pedagogia Interculturale, presso l’Università degli Studi del L'Aquila. Mediatrice interculturale; da circa venti anni lavora come educatrice nei servizi socio-educativi per minori. Dal 2015 è mediatrice interculturale presso i Cas; è socia e volontaria dell'associazione Ubuntu, Onlus di Sulmona, che opera in diversi comuni del territorio abruzzese. Dal 2007 è ideatrice e conduttrice di laboratori interculturali di lettura; organizza mostre di libri per ragazzi; conduce corsi di formazione per adulti sulle tecniche di lettura dei silent book, come strumento di mediazione interculturale. Dal 2013 è socia e volontaria di IBBY, partecipando alla formazione della Biblioteca per ragazzi di Lampedusa.


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2 Maggio 2019
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