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5 libri per l’estate… con particolare attenzione al sorriso

 

La letteratura per bambini, penso, debba avere alcune caratteristiche fondamentali.
Raccontare di avventure, con prevalenza di bambini e animali nei ruoli di protagonisti, un mistero da svelare e qualcuno o qualcosa da cui fuggire. O da acciuffare. Ma soprattutto deve, per rispetto ai lettori, alla loro età e alle loro menti, essere divertente. E avere delle figure da frugare con gli occhi, come qualcosa che si guarda rapiti, appoggiati al davanzale. Questo d’inverno, figuriamoci d’estate, quando tutto intorno chiama a gran voce!

Per parlare di avventura pura, è inevitabile arrivare all’estate e lasciare la scuola. L’acquisizione di un tempo vuoto, non scadenzato dai ritmi del lavoro e degli impegni scolastici, favorito dal bel tempo e da giornate lunghe tutte a disposizione, il ricongiungersi con la banda – ecco, la banda! Paiono essere tutte scomparse, eppure… – in spazi aperti e non organizzati, in un ambiente intorno mai perturbato dagli accadimenti della giornata parallela dei bambini, dove gli adulti seguono le loro faccende, rappresentano terreno fertile per il romanzo di avventura. “La banda dei cinque” di Enid Blyton, che Mondadori sta ripubblicando con doppia copertina (l’originale e un jacket illustrato ogni volta da un illustratore diverso), è un esempio stupefacente di come, stando comodi nel proprio posto preferito, si possa correre a perdifiato, inseguiti da due malfattori, prima di essere rinchiusi nelle segrete di un vecchio castello in rovina, su una piccola isola al largo della costa inglese, e trovarvi, per esempio, una parete di lingotti d’oro inverditi dal muschio. E pensare che l’estate non era iniziata sotto i migliori auspici! Lontani da casa, ospiti da zii mai frequentati e con una cugina, la cui fama di solitaria scontrosa è ben nota. Ma il trovarsi tra bambini, poi ragazzi, nel dipanarsi delle avventure, avere lo spazio per conoscersi e condividere tempo, malumore, storie e, naturalmente, segreti è un sereno ritrovarsi tra le pagine.

Con un altro passo, ma sempre dettato dal sorriso e da pagine che si rincorrono nella quiete dei paesaggi del nord, in un ambiente sereno, dove bambini autonomi vivono la loro vita fatta di prime, semplici e avventurose esperienze. È il racconto del quotidiano che Astrid Lindgren immagina narrato da Lisa, una dei sei bambini che popolano il libro “Bullerby”, da poco in libreria per Salani Editore. Un romanzo, illustrato come da tradizione da Ingrid Vang Nyman, che ne contiene tre diversi, divisi in brevi capitoli. Il linguaggio semplice, non banale, è quello leggero e saggio di una bambina di sei anni. Gli eventi narrati in quell’ordinaria straordinarietà contengono tutti un pizzico di umorismo, piccoli colpi di scena e la naturalezza della penna della loro autrice. Difficile scegliere tra la bellezza delle tradizioni, la vita di una piccola comunità autosufficiente, la famiglia, l’importanza degli oggetti che ci circondano. Piccoli doni.

Lo spunto per raccontare della preziosità di taluni oggetti viene da “Il ripostiglio” di Saki, edito da OrecchioAcerbo, con le illustrazioni di Cinzia Ghigliano, che ottimamente riproducono ambiente – architettonico e culturale – e abbigliamento di un’epoca passata e ironiche, forniscono ben più di un motivo per non temere da subito quella vecchia zia stereotipata, gratuitamente crudele, che punisce una vittima prestabilita proprio il giorno dell’annuale gita al mare. Più che un’avventura, una celia verso questo mondo adulto che punisce proprio sul più bello, senza per altro riuscire a dimostrare nulla, tantomeno il proprio potere sull’infanzia. Un mondo adulto che nasconde chiavi di stanze, che contengono oggetti, che conducono lontano in viaggi che continuano anche dopo quando, sorriso sornione, si rimette a posto la chiave, inosservati, dopo aver fatto credere, strategici monelli, di essere in un posto dove non si è, dove non si è mai stati tutto il giorno e dove non si aveva intenzione di stare e pensierosi si torna verso il tavolo da pranzo, continuando quell’avventura tutta personale che un arazzo incorniciato, probabilmente un parafuoco o una vecchia teiera, comunque un oggetto prezioso da nascondere ai bambini, aveva scatenato, proprio là, nel ripostiglio una porzione di casa da preservare all’infanzia.

Non solo un sorriso per Sebastian Meschenmoser e lo scoiattolo più angosciato e preoccupato di tutto il popolo degli scoiattoli che vive dentro i libri per i bambini: gli scoiattoli si sa, si agitano sempre e così tanto, perché sono insicuri, su qualsiasi cosa, allora quando il panico si impadronisce di loro cominciano a correre da tutte le parti rosi dall’ansia

– come quando l’ha trovata, gialla perfettamente tonda, sul suo ramo una mattina. Come cosa? Ma la luna naturalmente!

“Lo scoiattolo e la luna”, Il Castoro editore, è un lampante esempio di letteratura divertente. Sì, perché qualcuno ha rubato la luna e l’ha posata, dimenticata o ha fatto proprio apposta a lasciarla lì, sul ramo, nei pressi della casa di scoiattolo che ora già si vede in prigione con manigoldi di ogni specie, accusato della malefatta. Al solo pensiero, i baffi gli tremano e non solo quelli. Allora bisogna ingegnarsi, liberarsi del grande tondo giallo, buttarlo giù dal ramo. Difficile raddrizzare una giornata iniziata male e che prosegue caotica, tra un colpo di scena e l’altro. Così, nella logica delle cose, il ramo si spezza, la luna cade… Un mattino il riccio si svegliò, perché la luna gli era caduta sulla schiena e non si spostava. Le perfette illustrazioni a matita e matita colorata della prigione con bagno a misura di scoiattolo e tanto di galeotto compagno di sventura, che cuce e ricama e del caprone che infilza la luna sono tra le più esilaranti viste nei libri per bambini.

Altro albo illustrato divertente per situazioni narrate e per le prospettive stroboscopiche e i tagli particolari delle illustrazioni, lo pubblica proprio quest’anno la neonata LupoGuido, andandolo a scovare in Sud Africa. Di Dale Blankenaar e Marita van der Vyver, porta un titolo curioso “C’è un Rinofante sul tetto”. Nero, come la notte e come la notte pieno di mostri, che ai bambini piace sentire quel friccicorino arrivare e con mille zampette elettriche salire dalla punta dei piedi sino al cuore, un sussulto, il respiro trattenuto e poi un urlo, più di divertente felicità che di paura matta. E questo albo sembra ben saperlo: l’illustratore è un esperto di piumoni tirati su, sino alle orecchie! Siamo a casa dell’infanzia e in una situazione nota ai più: qualcuno non ha nessuna intenzione di addormentarsi e accampa scuse. La casa è piena di rumori e di insidiose inquadrature dalle prospettive vertiginose. Buchi, come di buchi negli occhi dei quadri, toppe delle serrature, fessure come di porte socchiuse, da cui misteriosi esseri attendo il momento più opportuno per balzare fuori: animali tra i più differenti come leoni e giraffe, come coccopotami e dragoraffa blu, chiusi negli armadi, morbidi cervorilla soffici come un accappatoio. O un orso. O semplicemente i nonni.

Buone letture estive col sorriso!


Marina Petruzio

Studiosa di letteratura per l’infanzia, da sempre appassionata di storia dell’arte e del costume, di visivo, materie strettamente legate alla sua formazione. Membro del collettivo “Libri Calzelunghe...letteratura per filo e per segni”, gruppo informale di discussione e scrittura attorno alla letteratura per l’infanzia e per ragazzi e alla promozione della lettura.
Dal 2013 collabora con la rivista Luukmagazine, dove si occupa di una rubrica, Leggere insieme, dedicata agli albi illustrati.
Membro di IBBY Italia dal 2013.


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11 ottobre 2018
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